giovedì 11 ottobre 2007

Come la nebbia sui campi

Questa mattina l’aria era particolare. In questo autunno non avevo ancora notato una nebbia così leggera sui campi e mentre il sole mi appariva davanti, proprio al centro della dritta strada, ho pensato che avrei voluto essere altrove invece che sulla via del lavoro. Potrei anche dire dove perché queste righe non verranno mai lette… ma, i sentimenti devono rimanere nel cuore.
Ho pensato che avrei voluto essere svegliata da un sole così rosso come quello di oggi, che faccia filtrare discreto i suoi raggi dalla finestra. Ho pensato che invece di una vita frenetica tra uno, due, tre lavori e quattro riunioni, dall’alba al giorno dopo, ho sempre desiderato avere un rifugio ben diverso. Un posto dove il sole sia l’orologio del tempo, per alzarmi e andare a dormire al suo ritmo. Una stanza dove è il vento fresco del mattino che fa alzare le tende a dare la sveglia. L’acqua fresca che si contrappone al calore di una tazza fumante di caffelatte. Uscire all’alba in punta di piedi per non disturbare la rugiada che ancora avvolge i tralci e gli alberi. Il desiderio di restare e tornare a casa perché c’è la persona più importante ad attenderti. Una cena senza bisogno di luci, televisione, telefono che squilla ma, solo di qualche candela e della luce del camino per raccontarsi ogni attimo importante.


…addormentarsi abbracciati, con la pace di chi sa di far parte di un unico grande disegno.

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